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Assegni non trasferibili: se la banca paga un’altra persona può provare che l’errore non le è imputabile

La banca negoziatrice chiamata a rispondere del danno derivato - per errore nell’identificazione del legittimo portatore del titolo - dal pagamento di assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità, a persona diversa dall’effettivo beneficiario, è ammessa a provare che l’inadempimento non le è imputabile, per aver essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall’articolo 1176, secondo comma, del codice civile. Lo ha stabilito la sentenza 12477 del 2018.

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