La mancanza di spazio sufficiente all’interno delle celle dei detenuti non integra automaticamente trattamenti inumani e degradanti

La mancanza di spazio sufficiente all’interno delle camere dei detenuti inferiore a 3 mq non integra automaticamente un trattamento inumano e degradante, la cui sussistenza va, invece, verificata sulla base del livello minimo di gravità che il maltrattamento deve avere raggiunto. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’Uomo con la sentenza del 13 marzo 2015, ricorso n. 7334/13.

Fabio Fiorentin

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