Giusta la condanna per diffamazione all’avvocato che critica senza prove la professionalità del magistrato

Con la sentenza del 30 giugno (Peruzzi contro Italia), la Corte europea ha respinto il ricorso di un avvocato che era stato condannato per diffamazione nei confronti di un magistrato. Nel respingere il ricorso, la Corte segna una linea di demarcazione tra l'ampia libertà di espressione concessa ai giornalisti, anche in ragione della loro funzione nella società, e quella concessa ad altri individui, delineando, inoltre, le particolarità nei casi in cui colpiti da frasi diffamatorie siano i magistrati.

Marina Castellaneta

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