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La piattaforma Facebook è un “luogo” aperto al pubblico in cui può essere commesso il reato di molestie alle persone

L’invio su Facebook di messaggi “pesanti” a sfondo sessuale può essere punito con il reato di molestie e disturbo alle persone. Lo ha affermato la prima sezione penale della Cassazione con la sentenza n. 37596. Secondo i supremi giudici infatti la “piattaforma sociale” è una sorta di piazza virtuale aperta al pubblico e nella quale i comportamenti petulanti sono perseguibili.

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