Numero 48 -


Non c’è violenza sessuale tentata se il datore di lavoro si rivolge alla badante della suocera con richieste di amore “ancillare”

Non c'è violenza sessuale tentata se il datore di lavoro si rivolge alla badante della suocera con una pressante richiesta di amore "ancillare", neppure se supportata da un'offerta di denaro, quando l'avance è accompagnata da espressioni come «per favore» o «per piacere». Per la stessa ragione, il successivo licenziamento presumibilmente legato al mancato soddisfacimento di queste richieste, non è ritenuto illegittimo senza una prova certa della subìta minaccia. Lo afferma la Cassazione con la sentenza 31195/2019.

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