Numero 36 -


L’investimento dei profitti della truffa in criptovalute è reato di autoriciclaggio

Commette il reato di autoriciclaggio colui che, autore del delitto presupposto (nella fattispecie truffa), impiega il denaro della vittima su un conto in criptovalute per operazioni finanziarie e speculative atte ad ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa

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