PRIMO PIANO
EDITORIALE
IL TEMA DELLA SETTIMANA
L'approvazione della Riforma Madia costituisce una buona occasione per ammodernare la Pubblica amministrazione che sarebbe grave sprecare. Tuttavia essa rappresenta soltanto l'inizio del percorso in quanto la legge contiene soltanto poche diposizioni pronte all'uso (soprattutto in materia di silenzio assenso e autotutela), mentre la gran parte delle novità è rinviata all'attuazione di una serie di deleghe che ne occupano la quasi totalità. Servirà dunque perizia tecnica e determinazione politica per completare il processo segnando un effettivo cambio di rotta
PRASSI
Con la circolare del 29 luglio 2015, il ministero della Giustizia torna a occuparsi di negoziazione assistita in materia di composizione delle crisi familiari, ancora una volta sollecitato dai tanti uffici giudiziari, alle prese con una disciplina lacunosa, se non altro sotto l'aspetto gestionale del procedimento.
Istruzioni e chiarimenti da parte di Via Arenula sulle modalità applicative dell'istituto previsto dall'articolo 6, comma 2, della legge 10 novembre 2014 n. 162, la convenzione di negoziazione assistita.
Due sono le questioni: un primo vero e proprio "rebus" diventa l'atto originale: che sorte gli spetta? Un altro dubbio riguarda gli atti che devono essere depositati presso la procura. Due sembrano essere i documenti delle parti: la convenzione di negoziazione assistita e l'eventuale accordo. Il Ministero sembra propendere a favore di quella tesi
La certezza del diritto viene meno in presenza delle difficoltà che può incontrare qualunque operatore che si debba confrontare con la negoziazione assistita: difficoltà che, purtroppo, ben possono scoraggiare fino al punto da ricondurre l'utente alla via ordinaria giurisdizionale
La norma è diretta a esplicare principalmente i suoi effetti nei confronti degli avvocati i quali rappresentano e sono chiamati ad assistere le parti in mediazione. Norma che era stata introdotta nella modifica al regolamento ministeriale attuativo, dopo che con la riforma del 2013 gli avvocati iscritti all’albo erano divenuti «di diritto mediatori».
GIURISPRUDENZA
Famiglia, usucapione, sentenza di estinzione del reato pronunciata dal giudice di pace, diritto di accesso alle cartelle esattoriali. Sono alcuni dei temi affrontati dai giudici della Cassazione, in ambito civile e penale, e dai Tar questa settimana.
In questo appuntamento, esamineremo un tema particolarmente complesso oggetto di molteplici indirizzi giurisprudenziali (che non potranno essere tutti riportati): come deve essere liquidato il danno biologico alla vittima di un illecito (in genere: sinistro stradale) che perda la vita, dopo il danno subito, per una causa diversa e indipendente? In altri termini: come si risarcisce il pregiudizio non patrimoniale della persona la cui durata della vita sia nota? La questione non è di agevole soluzione e registra polifonia interpretativa. Anche gli Osservatori della Giustizia Civili, sul punto, non hanno assunto una posizione comune
CIVILE
GIURISPRUDENZA
L'efficacia della pronuncia giudiziale del provvedimento di assegnazione della casa coniugale può essere messa in discussione tra i coniugi nelle forme del procedimento di revisione di cui all'articolo 9 della legge 898/1970, mentre il terzo acquirente dell'immobile non può che proporre un ordinario giudizio di cognizione per l'accertamento dell'insussistenza delle condizioni per il mantenimento del diritto personale di godimento a favore del coniuge assegnatario della casa coniugale, per essere venuta meno la presenza di figli minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti con il medesimo conviventi.
La ratio che tutela l'interesse dei figli a rimanere nell'ambiente in cui sono cresciuti, non sussiste più se questi, divenuti maggiorenni, hanno acquistato un'autosufficienza economica, anche se continuano a gravare nell'habitat domestico. L'assegnazione, pertanto, non ha più ragion d'essere se la casa non svolge più la funzione di tutela per la prole.
La prescrizione di un percorso psicoterapeutico individuale e di sostegno alla genitorialità da seguire in coppia esula dai poteri del giudice investito della controversia sull'affidamento dei minori, anche se viene disposta con la finalità del superamento di una condizione, rilevata dal Ctu di immaturità della coppia genitoriale che impedisce un reciproco rispetto dei rispettivi ruoli. Mentre, infatti, la previsione del mandato conferito al servizio sociale resta collegata alla possibilità di adottare e modificare i provvedimenti che concernono il minore, la prescrizione di un percorso terapeutico ai genitori è connotata da una finalità estranea al giudizio quale quella di realizzare una maturazione personale dei genitori che non può che rimanere affidata al loro diritto di autodeterminazione.
La sentenza compie un’importante opera di delimitazione dei confini entro i quali può spaziare il potere discrezionale del giudice nell’adozione dei provvedimenti. In particolare i genitori non possono essere costretti a intraprendere un trattamento psico-terapeutico, ancorché volto a curare eventuali disfunzioni, né a sostenere un percorso di coppia.
PENALE
GIURISPRUDENZA
Inapplicabile l’istituto della declaratoria di non punibilità per particolare tenuità del fatto, per lo sbarramento della “abitualità” del comportamento, nel caso di reati avvinti dal vincolo della continuazione. Lo ha affermato la Cassazione con la sentenza n. 29897 del 13 luglio 2015
Nel definirsi le ipotesi in cui il comportamento è qualificabile come abituale, si fa riferimento a tre distinte situazioni: soggetto dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza; commissione di più reati della stessa indole; reati che abbiano a oggetto condotte plurime, abituali e reiterate.
AMMINISTRATIVO
Il proprietario di area contaminata non responsabile dell'inquinamento è tenuto soltanto ad adottare le cosiddette "misure di prevenzione" , mentre gli interventi di riparazione, messa in sicurezza, bonifica e ripristino gravano esclusivamente sul responsabile della contaminazione. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la decisione 3544/2015.
Il “piano di caratterizzazione” è solo il primo passo di un percorso che ha come obiettivo la bonifica, la messa in sicurezza di un sito contaminato. Esso ha lo scopo precipuo di definire l'assetto geologico e idrogeologico del sito, verificare la presenza o meno di contaminazione nei suoli e nelle acque e sviluppare un modello concettuale del sito.
COMUNITARIO E INTERNAZIONALE
GIURISPRUDENZA
Una rappresentazione grafica dell’etichettatura degli alimenti non può riferirsi a prodotti che non figurano nella lista degli ingredienti. Indicazioni e immagini che compongono l'etichettatura dei prodotti non devono trarre in inganno i consumatori, anche quando, dalle informazioni obbligatorie che accompagnano il prodotto confezionato, si potrebbero desumere le reali caratteristiche dell’alimento. Questa la decisione della Corte di Giustizia pronunciata lo scorso 4 giugno.