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EDITORIALE

Game over sull’ergastolo ostativo, la parola torna alla Cassazione

La Corte costituzionale chiude di fronte a sé il capitolo "ergastolo ostativo". All'udienza dell'8 novembre la Consulta ha deciso di rinviare gli atti al giudice rimettente. La Cassazione dovrà quindi valutare se i nuovi requisiti introdotti dal decreto legge 31 ottobre 2022 n. 162, per la concessione della liberazione condizionale, consentono di ritenere superati i rilievi di costituzionalità. Secondo Fabio Fiorentin la sezione rimettente potrebbe assumere tuttora rilevante e fondata la questione, alla luce della natura particolarmente stringente dei requisiti introdotti con il provvedimento di urgenza, valutandoli così severi da rendere de facto impossibile l'accesso alle misure alternative, ponendosi in contrasto con i princìpi elaborati dalla Corte di Strasburgo. Ma questo è attualmente solo uno scenario ipotetico.

LEGISLAZIONE

Al giudice penale e alla sorveglianza un nuovo “ventaglio” di competenze

Il nuovo sistema è chiaramente ispirato alla logica di contenere la ricorrenza dell'ipotesi di cui al comma 5, articolo 656 del Cpp, per cui il condannato attende nella condizione di "libero sospeso" la decisione del tribunale di sorveglianza, attraverso un massiccio utilizzo delle nuove pene sostitutive alla cui applicazione dovrà provvedere, in assenza di adesione spontanea delle parti, lo stesso giudice penale.

Rinvio esecuzione della punizione, passa la linea della tassatività dei casi

In ossequio al principio di prevalenza, in fase esecutiva, delle pene principali, è, invece, stabilito che l'ordine di esecuzione della semilibertà sostitutiva, della detenzione domiciliare sostitutiva o del lavoro di pubblica utilità sostitutivo emesso nei confronti dell'imputato detenuto o internato non sospende l'esecuzione di pene detentive o l'esecuzione, anche provvisoria, di misure di sicurezza detentive, né il corso della custodia cautelare.

Sull’effettività delle “pecuniarie” pesa la valutazione patrimoniale

Su queste premesse, analogamente alle altre nuove pene sostitutive, anche la pena pecuniaria sostitutiva trova spazio nel nuovo articolo 20-bis del codice penale, introdotto dall'art. 1, lett. a) del Dlgs n.150/2022. La volontà del legislatore di implementare la potenzialità applicativa della pena pecuniaria si rende, anzitutto, evidente dall'estensione a un anno (rispetto agli attuali sei mesi) della reclusione o dell'arresto che possono essere sostituiti con il pagamento di una somma di denaro

Nuove norme sulle pene sostitutive, più favorevoli e subito applicabili

Le norme del Dlgs 150/2022 entreranno in vigore il 30 dicembre 2022, per effetto dell'articolo 99-bis introdotto dal Dl 162/2022, in corso di conversione in legge. Ciò premesso, in via generale, la riforma delle pene sostitutive, per i suoi aspetti processuali, sarà soggetta alla regola tempus regit actum, trovando quindi immediata applicazione. Le parti della nuova disciplina che rivestono natura sostanziale sono, invece, soggette al principio di irretroattività in malam partem e di retroattività delle disposizioni più favorevoli al reo

Ampliato il catalogo dei reati perseguibili a querela di parte

Nel contesto del più ampio disegno riformista volto ad accelerare la definizione dei procedimenti giudiziari, l’intervento più consistente riguarda il novero dei reati procedibili a querela di parte , che il legislatore delegato - in attuazione della delega attribuita al Governo ai sensi dell’articolo 1, comma 15, lettere a) e b), della legge n. 134/2021 – ha sensibilmente ampliato , salvo prevedere talune eccezioni che mantengono la procedibilità officiosa a tutela dei soggetti deboli .

Rebus sulle misure cautelari per reati ora procedibili a querela

Una delle questioni più delicate che si porranno all'indomani dell'entrata a regime della riforma Cartabia riguarda la sorte delle misure cautelari personali applicate – e in atto alla data del 30 dicembre prossimo – con riferimento a reati (cautelabili, già procedibili d'ufficio e) divenuti, a regime, procedibili a querela (per tutti, ad esempio, il furto aggravato dalla violenza sulle cose o dall'esposizione a pubblica fede, ovvero la violenza privata).

Riparametrati i limiti di accesso, esclusi i reati di violenza domestica

Nell'ambito degli obiettivi di decongestionamento della macchina giudiziaria, il legislatore delegato, oltre ad intervenire sul regime di procedibilità, a querela, dei reati che si presentano con una certa frequenza nella prassi - e che si prestano a condotte risarcitorie e riparatorie, con conseguente rimettibilità della querela -, ha implementato anche gli istituti ritenuti a valenza strategia della particolare tenuità del fatto e della messa alla prova, che d'ora in poi potrà essere richiesta anche dal pubblico ministero

Nuova ipotesi di sospensione fin quando l’imputato è assente

Spunta, poi, una nuova ipotesi di sospensione della prescrizione valevole fino a quando non è rintracciata la persona prosciolta per mancata conoscenza della pendenza del processo ex articolo 420-quater Cpp, ferma l'impossibilità di superare il doppio dei termini di prescrizione di cui all'articolo 157 Cp.

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