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Il minore resta vittima di atti sessuali anche se sono compiuti “a distanza”

Con la sentenza n. 15261/2023, depositata lo scorso 12 aprile, la Cassazione, in una fattispecie cautelare conferma, anche per l'ipotesi di cui al comma 1 dell'articolo 609-quinquies del Cp (come già affermato per quella del comma 2), la configurabilità del reato di corruzione di minorenne anche "a distanza", qualora il compimento di atti sessuali sia condiviso col minore tramite videochat.

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